Il disperato grido di allarme delle associazioni: salviamo la danza!

Con un accorato appello rivolto attraverso una lettera pubblicata da La Repubblica ed inviata alle Istituzioni, le associazioni nazionali e regionali in rappresentanza delle imprese delle arti e dello spettacolo, tra cui naturalmente la danza, hanno chiesto al Ministro del Mibact Franceschini e al Presidente di Regione De Luca, nel caso della Campania, un tavolo urgente per affrontare il tema della ripartenza alla luce dell’avvio della cosiddetta Fase 2.

Ma quale ripartenza è possibile per un settore che fa della socialità e del contatto i suoi punti di forza? Un settore, quello dello spettacolo, del teatro, del balletto, della danza che è stato proprio per questo motivo tra i primi a dover chiudere e ad oggi non si sa minimamente quando potrà riaprire?

Brancoliamo nel buio per quanto riguarda le nuove, possibili modalità di apertura che dovranno necessariamente fare i conti con le misure note di prevenzione dal virus e, forse, anche con le intenzioni delle persone di voler tornare a frequentare, per formazione o tempo libero, determinati luoghi alla luce di questo tzunami che ci sta investendo.

Serviranno necessariamente ingenti investimenti per adeguare le strutture, ingenti investimenti per ammodernare magari i sistemi di comunicazione ed ingenti investimenti per sorreggere un sistema complesso che ad oggi è stato messo letteralmente in ginocchio dal covid-19.
Preme ricordare che sono in ballo le vite di migliaia di addetti ed operatori, tra artisti, insegnanti, amministrativi, tecnici.

Auguriamoci di ricevere risposte e proposte concrete.
Auguriamoci di trovare la forza e il sostegno per rialzarci.
Andrà tutto bene? Ad oggi nessuno davvero lo sa; speriamo bene!

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