Si apre a Cagliari la nuova stagione di danza. Ad avviarla Eleonora Abbagnato con “Puccini”

A ben vedere, la stagione del balletto 2018/2019 sarebbe potuta iniziare con qualcosa di più adatto all’anno in corso, come ad esempio una coreografia che celebrasse il centenario della morte di Debussy, autore di splendide pagine di musica adatte alla danza, o con una coreografia sul ’68, in ricordo delle speranze e delle ribellioni consumate in tutto il mondo mezzo secolo fa.

Ma gli organizzatori della Stagione Danza 2018-2019 hanno preferito puntare su altro, e visti i nomi illustri in campo, sapranno rendere ugualmente felici tutti gli amanti dell’arte di Tersicore.

Così, domenica 9 dicembre, all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari – e il giorno prima al Teatro Verdi di Sassari- , la star della danza Eleonora Abbagnato porterà in scena uno spettacolo intitolato “Puccini”, insieme ai ballerini della compagnia di Julien Lestel, coreografo che ha lavorato con maestri come Nureyev, Petit, Forsythe, Bausch, Carlson, Kylian, e a quelli della Daniele Cipriani Entertainment.

Undici momenti di danza che prendono ispirazione da opere immortali come “La Bohème”, “Turandot”, “Madama Butterfly”, “Tosca”,”Manon Lescaut” e altre ancora.

IL CALENDARIO PER IL 2019

La stagione della danza del Circuito multidisciplinare del Cedac, proporrà poi il 19 e 20 gennaio l’appuntamento con il Gala de Les Italiens de l’Opera de Paris: i solisti e premiers danseurs Alessio Carbone e Valentine Colasante, e l’ensemble formato da dieci danzatori e danzatrici che regalerà duetti e assoli tratti da coreografie di Petipa, Fokine, Nureyev, Forsythe, Preliocaj, Stevenson, Millepied, Bigonzetti, Mazilier, Martinez, van Cauwenbergh.

Il 16 e 17 febbraio il programma cambierà rotta per approdare al misticismo delle danze sufi e allo spirito guerriero di arcaici riti tribali con “Les nuits barbares, ou les premiers matin du monde”, della compagnia diretta dal coreografo franco-algerino Hervé Koubi, che in questa pièce porterà sul palco la paura ancestrale dello straniero.

“Uno spettacolo che si nutre delle tracce lasciate dalle culture vandale – spiega l’autore – dai Persiani, Goti, Celti, Unni, Arabo Musulmani, della musica sacra d’oriente e occidente. Un inno al Mediterraneo, alle nostre origini comuni che si specchiano in queste acque, alla nostra storia che dopo più di tremila anni testimonia un florilegio di culture la cui alterità ci unisce più di quanto ci allontani”.

Si proseguirà il 16 e 17 marzo con “Tutu” dei Chicos Mambo, che in passato si chiamavano Ballets Trockadero de Montecarlo, per la coreografia di Philippe Lafeuille: un omaggio poetico, visionario e ironico al mondo della danza classica, in cui tuttavia non mancheranno citazioni e rimandi ad altri generi e stili.

E la stagione danza terminerà il 13 e 14 aprile con “Carmen.maquia”, firmata da Gustavo Ramirez Sansano, in una nuova versione contemporanea della celebre storia di Mérimée pensata per la compagnia Titoyaya Dansa.

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